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L’Agricoltura Socialmente Responsabile
LA FATTORIA SOCIALE COME AZIENDAarticolo di Nicoletta Molteni
L’agricoltura socialmente responsabile è quella che si attrezza in forme moderne, con le proprie imprese e il proprio sistema di servizi, per rispondere ai nuovi bisogni della collettività sia rurale sia urbana, promuovendo con altri soggetti pubblici e privati azioni di sviluppo sociale nelle campagne. L’azienda agrisociale o la “fattoria sociale” non è un ente no-profit ma un’impresa economicamente e finanziariamente sostenibile.
Condotta in forma singola o variamente associata, la Fattoria Sociale svolge l’attività produttiva agricola e zootecnica proponendo i suoi prodotti sul mercato, in modo integrato con l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini…) e di aree fragili (montagne e centri isolati).
PERCORSI TERAPEUTICI E RIABILITATIVI ATTRAVERSO L’AGRICOLTURA
Nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale è possibile realizzare percorsi terapeutici, riabilitativi e di integrazione sociale di persone svantaggiate, attività d’assistenza di cura degli anziani, avviare asili nido, ospitare persone per degenze post-ospedaliere e molto altro. L’azienda agrisociale, in sostanza, è un centro di servizi sociali ma anche di aggregazione nelle aree rurali, declinando tale assunto nelle più svariate iniziative. A oggi non esistono dati certi sulla dimensione del fenomeno “agricoltura sociale” in Italia, anche se si percepisce un’attenzione diffusa e crescente.
La Confederazione Italiana Agricoltori, da sempre sensibile all’agricoltura sociale, persegue questi obiettivi: creare una rete – osservatorio, creare un team formativo di accompagnamento per progetti territoriali, realizzare un Gruppo di Interesse sull’agricoltura sociale.
A tal fine la Cia sta monitorando, con il supporto delle proprie sedi territoriali e attraverso questionari, le diverse esperienze che già da anni si sono avviate spontaneamente, grazie ad alcuni associati, in varie regioni.
Per accompagnare gli operatori agricoli nella gestione corretta dei rapporti con le persone svantaggiate la Cia sviluppa iniziative di formazione e azioni specifiche di tutoraggio in modo da favorire la diffusione dell’agricoltura sociale.
LE AREE DI INTERVENTO DI QUESTI PROGETTI SOCIALI
I campi su cui agire sono molti ma alcuni si prestano meglio di altri a sperimentare un progetto sociale e, per questo motivo, la Confederazione Italiana Agricoltori ha individuato tre aree principali di intervento:
Terapia e riabilitazione
Terapie assistite con gli animali (pet therapy, ippoterapia, onoterapia) e terapie ortocolturali: per soggetti disabili e affetti da patologie psichiatriche.
Attività di riabilitazione, ospitalità e integrazione sociale: rivolta ad anziani, a persone dipendenti da alcool o da stupefacenti, a traumatizzati psichici, a ex detenuti e a soggetti affetti da disagi comportamentali (anche bullismo).
Inserimento lavorativo
Formazione che mira all’inclusione lavorativa nelle pratiche agricole di disabili mentali, fisici e detenuti nelle pratiche agricole.
Nascita di cooperative sociali nei terreni confiscati alle organizzazioni criminali.
“Rieducazione”, didattica e attività ludico-ricreative
Attività che mirano a riportare equilibrio nelle forme di disagio comportamentale, di apprendimento e di inserimento.
Nascita di agriasili e agrinidi, con attività anche ludico-ricreative e di aggregazione, che mirano alla scoperta del mondo rurale e dei cicli produttivi.
Sul sito www.fattoriesociali.com trovate lo sportello dell'Agricoltura Sociale con tanti informazioni sul tema.
Di recente abbiamo pubblicato un servizio del Tg2 su una fattoria sociale al Circeo, lo puoi trovare nella sezione Video dalle Fattorie.
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