Fattorie Didattiche
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La Storia delle Fattorie Didattiche
La diffusione delle Fattorie Didattiche in Europa inizia nei paesi scandinavi agli inizi del Novecento, soprattutto in Norvegia, Danimarca e Svezia.
L’idea si propaga, in forme diverse, secondo una direttrice Nord-Sud e raggiunge i paesi che si affacciano sul mar mediterraneo attorno agli anni Settanta.
GLI ALBORI – PAESI SCANDINAVI E IL CLUB 4H
Nel corso del Novecento aziende agricole norvegesi, svedesi e danesi fecero proprie le idee di un movimento giovanile nato attorno al 1914 dall’altra parte dell’oceano Atlantico, negli Stati Uniti d’America. Questo movimento esiste ancora e si chiama “il Club 4H”. Le quatto ‘h’ stanno per head-testa, health-salute, heart-cuore e hand-mani. L’organizzazione dalla sua nascita promuove lo sviluppo armonico dell’individuo moderno, secondo un modello pedagogico che possiamo riassumere nello slogan “learn to do by doing”, cioè “imparare facendo”.
SECONDO DOPOGUERRA – AKTIVSPIELPLÄTZE E CITY FARM
Conclusa la seconda guerra mondiale la Germania visse una stagione di rapida urbanizzazione. Il governo istituì dei luoghi d’incontro, gli “Aktivspielplätze”, in modo tale che i giovani tedeschi potessero conoscere direttamente gli animali di fattoria. Nello stesso periodo, nei Paesi Bassi, una fondazione nazionale e il Ministero dell’Agricoltura promossero il progetto delle “City Farms”. In queste fattorie si sviluppava il contatto diretto dei cittadini con la natura.
ANNI SETTANTA – GRAN BRETAGNA E BELGIO
Dal 1970 le City Farm si moltiplicarono anche nella vicina Gran Bretagna. Oltre all’intento pedagogico i britannici si avvalsero del progetto delle City Farms anche per recuperare siti abbandonati o per unire gruppi di giardini familiari e fattorie urbane. Negli anni Settanta e Ottanta analoghe iniziative si registrarono in Belgio.
ANNI NOVANTA - LE FATTORIE DIDATTICHE ARRIVANO IN ITALIA
In Italia il progetto di un gruppo permanente di fattorie didattiche nacque con Alimos. Una società senza fini di lucro composta di agronomi e agrotecnici che opera dal 1967 in Italia. La missione di quest’organizzazione è favorire i processi di innovazione del settore ortofrutticolo, sostenere la tutela ambientale e diffondere una nuova cultura alimentare.
Nel 1997 Alimos e diversi imprenditori agricoli nella provincia di Forlì-Cesana hanno costituito “Rete delle fattorie didattiche romagnole”. L’anno seguente, il 1998, la Regione Emilia-Romagna e le sue nove Province hanno avviato il progetto “Fattorie Aperte e Fattorie Didattiche”. Un’iniziativa che oggi conta oltre 300 fattorie accreditate, che hanno sottoscritto la “Carta della Qualità” e hanno personale che ha frequentato corsi di formazione specialistici.
La Carta della Qualità della Regione Emilia-Romagna è il primo documento in Italia che evidenzia i requisiti da soddisfare per garantire un’accoglienza qualificata ai visitatori delle Fattorie didattiche e ottenere la qualifica di fattoria didattica. In questo sito potete consultare la Carta della Qualità della Regione Emilia-Romagna. Altre regioni, come Lombardia e Veneto, hanno col tempo preso spunto dall’Emilia-Romagna e oggi adottano analoghe carte dei principi.
Con l’inizio del nuovo millennio all’impegno di Alimos per la diffusione delle fattorie didattiche nel nostro paese si sono aggiunte iniziative importanti da parte del Consorzio Agriturismo Piemonte e del Consorzio Agrituristico Mantovano.
Dall'ultimo censimento realizzato da Alimos nei mesi di luglio e agosto 2009, risulta che in Italia sono attive oltre 1.750 Fattorie Didattiche accreditate (a livello regionale e/o provinciale), concentrate soprattutto in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Puglia.
ANNI NOVANTA - NASCE LA FEDERAZIONE EUROPEA DELLE CITY FARMS
In tutti i progetti intrapresi nei diversi paesi del vecchio continente si può riconoscere uno scopo comune: creare un rapporto collaborativo e continuo tra mondo agricolo e scuola. Le federazioni e organizzazioni nazionali si sono riunite nel 1990 in una rete europea, la European Federation of City Farms (EFCF).
I MOTIVI DI UN RAPIDO SVILUPPO
Le Fattorie didattiche stanno vivendo una stagione di rapida crescita nei numeri e nella qualità dei servizi offerti, trovando il favore delle istituzioni, del mondo della scuola ma anche di quello imprenditoriale. I motivi principali di questo successo sono:
- le Fattorie Didattiche creano contatti fra mondo urbano e rurale
- aprono al pubblico le fattorie con la promozione e l’educazione e diffondono nelle nuove generazioni tradizioni e usanze della cultura contadina.
- valorizzano i mestieri e la manualità artigianale con l’esperienza diretta.
La valenza educativa del progetto e la possibilità di riqualificare le attività agricole come fonte di reddito complementare e strumento di marketing contribuiscono alla sempre maggiore diffusione in tutto il mondo.
Nelle guide vedi anche:
Cosa sono le Fattorie Didattiche?
Fattorie Didattiche in Italia
Normative e Requisiti di Qualità delle Fattorie Didattiche








