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Ecoturismo e Turismo Sostenibile

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Origine e sviluppo del turismo verde, quello di chi viaggia rispettando la natura.

articolo di Nicoletta Molteni

Turismo SostenibileSOSTENIBILITA' E TURISMO

La crescita vertiginosa del turismo degli ultimi anni ha aperto un dibattito per un processo di revisione dello sviluppo turistico basato sui principi della sostenibilità. Il termine turismo sostenibile deriva dal concetto di sviluppo sostenibile, definito nel rapporto Our Common Future, detto anche Rapporto Brundtland dal nome del Primo Ministro norvegese che, nel 1987, presiedeva la Commissione Mondiale sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite.

Il rapporto Brundtland specificava il significato di sviluppo sostenibile e segnava un passo decisivo nella storia della presa di coscienza dei problemi ambientali da parte della comunità internazionale. Lo sviluppo sostenibile, recita il rapporto, è “quello che soddisfa le necessità delle generazioni presenti senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare le loro proprie necessità”.

IL TURISMO SOSTENIBILE

Questo stesso concetto si può applicare al turismo, poiché l’obiettivo fondamentale del turismo sostenibile è perpetuarsi nel tempo, conseguendo la massima efficienza e, allo stesso tempo, preservando le risorse naturali che ne costituiscono la base.

Il turismo sostenibile nasce sull’onda di una generalizzata e diffusa consapevolezza per i temi ambientali che ha segnato gli anni Novanta: di fronte al turismo convenzionale che cerca il massimo profitto nel minor spazio e tempo possibile, i turisti cominciano a essere coscienti dell’impatto che causano sull’ambiente. Inoltre esigono una sempre maggiore qualità dei luoghi che visitano. A questo si unisce la pressione dei gruppi ambientalisti, preoccupati dell’impatto del turismo di massa e tradizionale sulla natura.



L'IMPEGNO DELL'OMT

Cosciente della necessità di rispettare l’ambiente, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, già nel 1978, decise di creare un comitato ambientale che si riunì per la prima volta a Madrid nel 1981. Si costituì così un gruppo di esperti provenienti sia dall’industria turistica sia dalle organizzazioni internazionali, il cui intento era quello di stabilire linee guida per il conseguimento di un maggior rispetto del turismo verso l’ambiente.

L’importanza e la necessità di gestire le risorse in una prospettiva ambientale e di protezione del patrimonio naturale vanno sempre più evidenziandosi come la principale priorità nelle riflessioni sul cosiddetto sviluppo sostenibile, introdotto dal già citato rapporto Brundtland nel 1987. Salvaguardare il patrimonio naturale e culturale può essere compatibile col diritto allo sviluppo nel presente; ciò implica la riduzione o l’eliminazione di sistemi produttivi e di consumi distorti e palesemente non sostenibili, insieme all’individuazione di strade che consentano la sopravvivenza del patrimonio culturale delle comunità.

DEFINIZIONI E LA CREAZIONE DELL'AGENDA 21 DEL TURISMO

I principi introdotti dal rapporto Brundtland sono stati allargati dall’industria turistica con la definizione data dall’OMT nel 1988 di turismo sostenibile: “Lo sviluppo sostenibile del turismo va incontro ai bisogni dei turisti e delle aree ospitanti attuali e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. Esso dev’essere il principio guida per una gestione delle risorse tale che i bisogni economici, sociali ed estetici possano essere soddisfatti e contemporaneamente possano essere preservati l’integrità culturale, gli equilibri fondamentali della natura, la biodiversità e il sostegno al miglioramento della qualità della vita”.

Dopo il Summit mondiale di Rio de Janeiro svoltosi nel 1992, tre organizzazioni internazionali, il World Tourism and Travel Council, l’OMT e l’Earth Council, unirono i loro sforzi per produrre l’ ”Agenda 21 per l’industria del turismo: verso uno sviluppo sostenibile”.

Il documento è in pratica un adeguamento dell’Agenda 21 approvata a Rio de Janeiro, indirizzata al settore del Turismo e dei Viaggi, e che stabilisce fra gli altri i seguenti principi:
- il turismo deve contribuire alla conservazione, alla protezione e al ripristino degli ecosistemi della terra;
- i viaggi e il turismo devono basarsi su modelli di consumo e di produzione sostenibili;
- lo sviluppo turistico deve riconoscere e appoggiare l’identità, la cultura e gli interessi delle popolazioni locali.

A dieci anni di distanza, la Conferenza di Rio de Janeiro sullo Sviluppo Sostenibile ha rappresentato il punto di avvio di un impegno mondiale a riconoscere che il diritto allo sviluppo dev’essere esercitato in forme e modi tali da rispondere in eguale misura ai bisogni sociali e ambientali dei popoli di oggi e delle generazioni di domani. Questo impegno si è fatto sempre più stringente e pone l’accento sulla conseguente necessità di introdurre sistemi di uso sostenibile delle risorse naturali.




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